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Quanto sei davvero assicurato? Avere una polizza non significa essere adeguatamente protetti

Quanto sei davvero assicurato? Avere una polizza non significa essere adeguatamente protetti

Quando si parla di assicurazioni, la domanda che più spesso ci viene rivolta è:

“Quanto costa?”

È una domanda comprensibile, ma forse non è quella più importante.

La domanda corretta dovrebbe essere:

“Se domani succedesse qualcosa, questa polizza sarebbe davvero sufficiente a proteggermi?”

Perché avere un'assicurazione non significa necessariamente essere assicurati bene.

Una polizza può essere regolarmente sottoscritta, pagata e perfettamente valida e, allo stesso tempo, lasciare scoperti proprio alcuni dei rischi più importanti.

Il problema non è avere una polizza. È avere quella giusta.

Nel corso degli anni è diventato sempre più facile acquistare un'assicurazione.

Si può fare un preventivo online in pochi minuti, confrontare diversi prezzi e scegliere la soluzione apparentemente più conveniente.

Ma il prezzo racconta soltanto una parte della storia.

Due polizze apparentemente simili possono avere differenze molto importanti:

massimali diversi;

franchigie e scoperti differenti;

garanzie comprese o escluse;

condizioni contrattuali diverse;

limiti di indennizzo;

diverse modalità di liquidazione del danno.

E queste differenze diventano evidenti soprattutto quando arriva il momento più importante: il sinistro.

È in quel momento che si scopre quanto vale davvero una polizza.

Il massimale: quanto può realmente pagare la tua assicurazione?

Uno degli elementi più importanti di una copertura assicurativa è il massimale, cioè l'importo massimo che la compagnia può essere chiamata a risarcire per un determinato evento.

Immaginiamo, per esempio, una responsabilità civile con un massimale di 500.000 euro.

Se il danno provocato a terzi fosse di 800.000 euro, la parte eccedente potrebbe rimanere a carico dell'assicurato, secondo le condizioni della polizza.

Per questo motivo non basta chiedersi:

“Ho una RC?”

Bisogna chiedersi:

“Il massimale è adeguato ai rischi che posso realmente provocare?”

Lo stesso ragionamento vale per un'attività professionale, un'azienda, un immobile o un patrimonio familiare.

Franchigie e scoperti: quanto rimane a tuo carico?

Un altro aspetto spesso sottovalutato riguarda franchigie e scoperti.

Una polizza può prevedere una franchigia fissa oppure una percentuale del danno che rimane a carico dell'assicurato.

Una differenza che può sembrare poco importante quando si acquista la polizza può diventare significativa quando si presenta un sinistro.

Per questo motivo, confrontare soltanto il premio annuale può essere fuorviante.

Una polizza che costa meno potrebbe prevedere una partecipazione al danno molto più elevata.

Le esclusioni: ciò che la polizza non copre

Probabilmente è uno degli aspetti meno considerati quando si acquista una copertura.

Le condizioni di polizza non indicano soltanto ciò che è assicurato.

Indicano anche ciò che non lo è.

Le esclusioni possono riguardare determinati eventi, comportamenti, attività, beni o circostanze.

Conoscere queste limitazioni prima di un sinistro è fondamentale.

Perché quando il danno è già avvenuto, spesso è troppo tardi per scoprire che proprio quella situazione non era coperta.

Il rischio della sottoassicurazione

Esiste poi un altro problema, particolarmente importante quando si parla di immobili, aziende e patrimoni.

È la sottoassicurazione.

In parole semplici, significa avere una copertura che non riflette adeguatamente il valore reale del bene o dell'esposizione al rischio.

Pensiamo a un'azienda che assicura il proprio patrimonio per un valore molto inferiore a quello reale.

Oppure a un'attività che considera soltanto il valore degli immobili e dei macchinari, dimenticando quanto potrebbe costare interrompere la propria attività dopo un incendio o un altro evento grave.

In questi casi il problema non è necessariamente l'assenza di una polizza.

Il problema è che la protezione potrebbe essere insufficiente rispetto al rischio reale.

Il rischio più grande? Pensare di essere coperti

È probabilmente questo il punto centrale.

Molte persone non controllano periodicamente le proprie assicurazioni.

Una polizza viene sottoscritta e poi rimane invariata per anni.

Nel frattempo, però, la vita cambia.

Cambiano la casa, il patrimonio, il lavoro, l'azienda, i collaboratori, le responsabilità familiari e le esigenze personali.

Anche il rischio cambia.

Una copertura adeguata cinque anni fa potrebbe non esserlo più oggi.

Una buona assicurazione parte dall'analisi del rischio

Per questo motivo, prima ancora di parlare di quale polizza acquistare, sarebbe opportuno chiedersi:

Quali sono i rischi che potrebbero compromettere realmente la mia situazione economica?

È questo il principio alla base del Risk Management.

Non significa assicurare tutto.

Significa individuare i rischi più importanti, valutarne le possibili conseguenze e decidere quali affrontare direttamente e quali trasferire a una compagnia assicurativa.

In altre parole:

prima si analizza il rischio, poi si sceglie la copertura.

Una semplice verifica può fare la differenza

Per capire se le proprie coperture sono ancora adeguate, può essere utile partire da alcune domande:

Quali sono oggi i miei principali rischi economici?

Quali danni potrei provocare involontariamente ad altre persone?

Il valore assicurato della mia casa o della mia attività è ancora corretto?

I massimali delle mie polizze sono sufficienti?

Quali franchigie e scoperti sono previsti?

Esistono esclusioni che potrebbero riguardare la mia situazione?

La mia situazione personale o professionale è cambiata dall'ultima revisione?

Le mie polizze proteggono soltanto i beni oppure anche il patrimonio e il reddito?

Se non si conoscono le risposte, probabilmente è il momento di rivedere le proprie coperture.

Assicurarsi bene non significa assicurare tutto

Una buona consulenza assicurativa non dovrebbe avere come obiettivo quello di vendere il maggior numero possibile di polizze.

L'obiettivo dovrebbe essere diverso:

individuare i rischi realmente importanti e costruire una protezione coerente con la situazione del cliente.

Perché assicurare un rischio insignificante e lasciare scoperto quello che potrebbe compromettere seriamente un patrimonio non è una buona strategia.

Il vero valore di un'assicurazione non si misura soltanto dal prezzo pagato ogni anno.

Si misura dalla capacità della copertura di intervenire quando serve davvero.

Quindi, quanto sei davvero assicurato?

Forse la risposta non si trova nel numero di polizze che hai nel cassetto.

Potresti averne una, cinque o dieci.

La domanda è un'altra:

se domani accadesse l'evento economicamente più grave che puoi realisticamente immaginare, quanto di quel rischio rimarrebbe a tuo carico?

È questa la domanda che vale la pena porsi.

Perché avere un'assicurazione è una cosa. Essere adeguatamente protetti è un'altra.

SRC Insurance: prima il rischio, poi la soluzione

In SRC Insurance crediamo che una buona consulenza assicurativa debba partire dall'analisi della situazione del cliente e dei rischi ai quali è realmente esposto.

Non dalla ricerca della polizza più economica, ma dalla ricerca della protezione più adeguata.

Perché il prezzo di una polizza si paga ogni anno.

Il valore di una buona copertura si scopre, invece, nel momento in cui qualcosa va storto.

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